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28/03/2017

Passione, amore e divertimento emessi dai monitor Amphion nello studio di Michele Iorfida

Passione, amore e divertimento sono generalmente fra le prime parole che vengono in mente parlando dell'Italia. Molto stranamente questi sono i tretermini fondamentali che secondo Michele Canova Iorfida, produttore, compositore e fonico italiano, sono le chiavi per i progetti di successo. Michele afferma “la PASSIONE è tutto! Amate le canzoni e gli artisti che state producendo, confidando di poterle arricchire con le vostre conoscenze! E soprattutto fatelo divertendovi!”.

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Originario di Padova, una delle più antiche città del Nord Italia con storia risalente al X° secolo a.C., Michele ha passato la sua adolescenza prendendo lezioni di violino e pianoforte presso il Conservatorio Pollini. Ha continuato fino a quando non ha scoperto la produzione musicale elettronica acquistando un Atari ST con Notator, un Akai S900 e un Roland D-10, restando sbalordito dalle infinite possibilità della musica elettronica. 

Michele ha iniziato a fare produzione audio all'inizio degli anni '90, anche se il suo vero successo è arrivato circa dieci anni dopo con l'uscita del primo album del cantante pop italiano  Tiziano Ferro, che ha venduto 1,5 milioni di copie in tutto il mondo. Da allora ha ricevuto numerosi premi e nomination, lavorando con diverse generazioni di iconici artisti italiani quali Adriano Celentano, Gianni Morandi, Jovanotti, Eros Ramazzotti e Biagio Antonacci. 

Negli ultimi due anni Michele ha viaggiato avanti e indietro tra Milano e Los Angeles, dove ha recentemente trovato residenza presso The Fab Factory lavorando sotto lo stesso tetto di Dave Pensado. Proprio come fece 15 anni fa con Tiziano Ferro, a LA lavora principalmente con artisti nuovi ed emergenti come Alma ('Karma'), KT Tunstall e scrivendo brani in collaborazione con Daniel Powter. Alcuni dei suoi progetti più recenti includono la composizione (pubblicata da DECCA) per il violinista Robert Mendoza, oltre a produrre una traccia per il prossimo lavoro di Fernando Varela in uscita per Deutsche Grammophon.

Anche se Michele ora risiede a Los Angeles per lui procede tutto come al solito... e dice “Secondo i progetti sto ancora registrando, arrangiando, producendo o mixando da solo o dividendo questi compiti tra i miei grandi collaboratori: Pino “Pinaxa” Pischetola, eccellente fonico di mix; Patrizio “Pat” Simonini, giovane e promettente fonico e produttore; Christian “Noochie” Rigano, grande produttore, cantautore e tastierista e Alex Alessandroni Jr., straordinario direttore, pianista e compositore”. 

Ciò che è cambiato è che i sontuosi sintetizzatori modulari non sono più regolarmente inclusi nella sua produzione quanto lo erano nel periodo 2011~2014. Michele afferma “Ora si cercano approcci differenti ai vari progetti. Amo anche gli strumenti virtuali! Ne ho una grande collezione e mi trovo a creare canzoni complete con questi, particolarmente durante le sessioni di composizione”. 

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Entrare nello studio di Michele è un'esperienza piuttosto incredibile in quanto ci si imbatte in un sintetizzatore modulare Euro personalizzato... un muro da 60 unità, un synth Macbeth 5U e un synth Moog Model 15. E questo è solo l'inizio! Alcuni microfoni di fascia alta come Telefunken USA U47 e 251, Schoeps CMC5 e Neumann KM184 che alimentano il Manley MIC MAID, per creare per esempio un mix tra la sezione pre di Heritage Audio 1073 e la sezione EQ di un 1081 o anche un LaChapell 992EG. La panoramica dello studio prosegue con dispositivi quali Shadow Hills Mastering Compressor e Analog Tube AT-101 Stereo Compressor/Limiter. Una collezione di bassi e chitarre, alcune tastiere di fascia alta e alcune batterie elettroniche completano il breve tour dello studio. 

“Ho imparato molto presto nella mia carriera che è essenziale conoscere e fidarsi dei monitor” spiega Michele che ha scelto per l'ascolto nel suo studio un paio di monitor Augspurger Duo8 con Sub12 e di un paio di  Amphion Two18 con BaseOne25 system. Ci ha detto che la sua stanza precedente aveva un'acustica non trattata in modo ottimale e aveva bisogno di monitor che superassero i limiti della stanza. Riguardo i monitor Amphion Michele afferma “Sono stato immediatamente in grado di mixare i miei brani senza preoccuparmi troppo dell'acustica della stanza”. 

Michele continua “Jared di Pro Audio LA è stato così cortese da lasciarmi provare nella mia regia One15, One18 e Two18. Mi sono davvero piaciuti tutti e per un po' di tempo nel mio studio precedente ho avuto sia Two18 che One15”. Spiega Michele “Dopo tanti monitor con risposta in frequenza esaltata ho finalmente trovato un sistema di ascolto bilanciato e affidabile! Recentemente ho aggiunto il BaseOne25 al mio Two18 ed è stata un'ottima aggiunta. Estende semplicemente la mia gamma di frequenze in maniera discreta”. Aggiunge che secondo lui i monitor Amphion sono un great mixing tool dicendo: “ora posso mixare più velocemente e già dal mio primo mix l'ascolto su altri impianti è stato superiore!”

Mantenere un rendimento continuo con almeno un paio di album nella Top Ten per quasi un decennio non è solo una questione di competenza e strumenti ma anche di passione trainante e di amore per ciò che stai facendo... e il lavoro di Michele ne è l'esempio vivente. 

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